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INTERVISTA A PERTINI DI ORIANA FALLACI

Riporto qui di seguito la bella e lunga intervista che Oriana Fallaci fece a Pertini. Nessuno più racconta cosa è stato veramente il fascismo e questo è un male perché così è venuta meno quella cultura antifascista che costruisce i veri anticorpi contro il fascismo. Da «L'Europeo», 27 dicembre 1973 Roma, dicembre 1973 L’uomo non ha bisogno di presentazioni. Si sa tutto su Sandro Pertini, presidente della Camera. Si conosce il suo bel passato di antifascista condannato all’ergastolo e a morte, il suo bel presente di socialista privo di fanatismi e di dogmi, il suo coraggio, la sua onestà, la sua dignità, la sua lingua lunga. Nessun segreto da svelare su questo gran signore che della libertà ha fatto la sua religione, della disubbidienza il suo sistema di vita, del buon gusto la sua legge. Nessuna scoperta da annunciare su questo gran vecchio dilaniato dalle dolcezze e dai furori, collerico, impertinente, elegante di dentro e di fuori, con quelle giacche sempre impeccabili, quei...

LE DONNE DELLA COSTITUENTE- RAI STORIA

Alla fine della seconda guerra mondiale, le italiane – in particolar modo quelle che hanno lottato nella resistenza – chiedono di poter partecipare attivamente alla rinascita politica della nazione. Ottengono così il diritto di farsi eleggere, al pari degli uomini. Nel 1946, 21 donne vengono elette nell’Assemblea Costituente, e tra loro anche quattro deputate che entrano a far parte alla Commissione dei 75, incaricata di redigere la nuova costituzione. Un periodo decisivo della Storia italiana che la professoressa Patrizia Gabrielli rilegge con Paolo Mieli a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura. Col contributo delle donne presenti all’Assemblea Costituente viene formalmente sancito nella Costituzione il principio di uguaglianza tra i sessi. Traguardi importanti ma non decisivi, che rappresentano solo la prima tappa di un lungo percorso verso il riconoscimento di una sostanziale parità, tanto nelle istituzioni q uanto in famiglia e nel lavoro. Clicca qui per vedere la ...

Siamo tutti fascisti?

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Prima vennero...

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Non avrei mai pensato di ascoltare simili parole da parte di un Ministro della Repubblica e mi fanno paura i commenti a suo sostegno, e allora ricordiamo per non dimenticare: "Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c'era rimasto nessuno a protestare". Questa la versione originale: I versi originari di Martin Niemöller recitano: «Quando i nazisti presero i comunisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero comunista./ Quando rinchiusero i socialdemocratici/ io non dissi nulla/ perché non ero socialdemocratico./ Quando presero i sindacalisti,/ io non dissi nulla/ perché non ero sindacalista./ Poi presero gli ebrei,/ e io non dissi nulla/ pe...

Le notti buie della Repubblica- 2

 La Strage di Piazza Fontana La storia giudiziaria della strage di Piazza Fontana rappresenta sul versante terrorismo, quello che il golpe Borghese rappresenta sul versante dell'eversione: I fatti: «Il 12 dicembre del 1969 cade di venerdì. A Milano, per tutta la notte è piovuto. Il tempo si manterrà incerto fino a sera. È giorno di mercato. La sede della Banca Nazionale dell'Agricoltura, in piazza Fontana, è colma di clienti venuti soprattutto dalla provincia. Gli altri istituti di credito hanno chiuso alle 16,30; qui gli sportelli restano aperti più a lungo». L'esplosione avvenne alle 16:37, quando nel grande salone dal tetto a cupola scoppiò un ordigno contenente 7 chili di tritolo, uccidendo 17 persone (13 sul colpo) e ferendone altre 87, la diciassettesima vittima morì un anno dopo per problemi di salute legati all'esplosione. Una seconda bomba fu rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala. La borsa fu rec...

Liliana Segre: fino a quando la sua stella brillerà

Liliana Segre è senatrice a vita, una senatrice testimone di una storia di odio che sembrava infinito, che è stato sconfitto ma che rischia di ripresentarsi ancora forte. Sopravvissuta ai campi di concentramento, ha voluto prendere per la prima volta la parola in aula per l'insediamento del nuovo governo (forse il primo della terza repubblica) "Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi senatori, prendendo la parola per la prima volta in quest'Aula non possa fare a meno di rivolgere innanzitutto un ringraziamento al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale ha deciso di ricordare l'ottantesimo anniversario dell'emanazione delle leggi razziali, razziste, del 1938 facendo una scelta sorprendente: nominando quale senatrice a vita una vecchia signora, una persona tra le pochissime ancora viventi in Italia che porta sul braccio il numero di Auschwitz. (L'Assemblea si leva in piedi. Vivi e prolungati applausi). Porta sul bracci...

Le notti buie della Repubblica - 1

Gladio, la strategia della tensione e le ingerenze estere in Italia 1956 Dopo la divulgazione del segreto, coincidente approssimativamente con la dissoluzione dell'Unione Sovietica e con la conseguente fine della guerra fredda, pur non esistendo nulla di accertato, sono state fatte molte ipotesi sulle relazioni intrattenute da questa organizzazione, o da parti deviate di essa, con l'eversione di destra o di sinistra o con attentati o con tentativi di colpo di Stato avvenuti in Italia. Già precedentemente si era comunque parlato di tale organizzazione (ne parla per esempio Aldo Moro nel suo memoriale, scritto nel 1978 durante i giorni della prigionia), e la sua esistenza era comunque ovviamente nota nell'ambito dei vertici politici, dei ministri competenti, dei vertici militari e dei servizi segreti. Nel 2000 il rapporto del gruppo «Democratici di Sinistra-L'Ulivo», stilato in seno ad una Commissione parlamentare, concludeva che la strategia della tensione era stata sost...

La rivoluzionaria Nadia Gallico Spano

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A volte certi incontri sono casuali, partono da un motore di ricerca in internet e così inserendo parole comuni come "vestito", "parlamentare", "istituzioni" si fa conoscenza con donne dalla vita rivoluzionaria e coraggiosa come quella di Nadia Gallico Spano. Nata in una famiglia d'emigrati in Tunisia, nel 1938 aderisce al Partito comunista con i fratelli Loris, Ruggero e Diana. Milita nella Resistenza durante l'occupazione tedesca della Francia, viene condannata per la sua attività politica dal regime collaborazionista di Petain. Nel maggio del 1939 Nadia Gallico sposa Velio Spano, dirigente centrale del Partito Comunista Italiano. Si sottrae alla cattura e raggiunge l'Italia nel 1944 dopo le quattro giornate di Napoli, dove diviene una delle protagoniste del processo di rifondazione dello Stato e della nascita della Repubblica. E' una delle ventuno donne elette all'Assemblea costituente e, tra il 1948 e il 1958 è parlamentare com...